11 novembre 2006

Scusate, sono cose che succedono !!!

Dopo la stage di Gaza dove sono morti 18 civili tra cui diversi bambini, il Ministro della Difesa israeliano ha dichiarato che l’obbiettivo errato è stato colpito a causa di un guasto ad una scheda elettronica nel sistema di puntamento della batteria di artiglieria da cui sono partiti i cinque missili che hanno colpito le case nelle quali hanno perso la vita i 18 civili palestinesi.

Olmert, il Primo Ministro israeliano si è detto dispiaciuto e afflitto per questa strage, ha dichiarato che è stato un errore, che non era un attacco premeditato, ma ha aggiunto che Israele continuerà a rispondere al lancio di razzi proveniente dalla Palestina e che quindi simili tragedie “possono accadere” (“It may happen”).

A giugno di quest’anno successe una cosa simile quando una famiglia palestinese fu sterminata su una spiaggia di Gaza in seguito al bombardamento di una nave israeliana. Anche in quell’occasione i vertici israeliani condannarono l’accaduto e promisero una commissione d’inchiesta interna per stabilire le responsabilità, la commissione stabilì che la strage non era stata causata da un missile israeliano, ma da una mina presente sulla spiaggia stessa.

Nell’opinione pubblica passò il messaggio e i vertici israeliani furono moralmente assolti, ma come si può credere ad una commissione militare che avrebbe incriminato i vertici stessi?

Infatti in quegli stessi giorni Human Right Watch (hrw.org), nella persona di Marc Garlasco, analista militare della stessa, stabilì il coinvolgimento delle forze armate israeliane (IDF) nella strage.

Tutto questo non è bastato per destituire il Ministro della Difesa, Amir Perez o per emettere una risoluzione dell’Onu in condanna di queste azioni in sfregio a qualsiasi diritto internazionale e nonostante l’uso di azioni punitive anche contro la popolazione civile o l’ammissione degli stessi Generali israeliani dell’uso delle bombe a grappolo.

Non solo, quando l’opinione pubblica si è indignata per l’elezioni del partito di Hamas democraticamente eletto in Palestina e che ha causato l’embargo nei confronti dei territori, l’entrata nel governo israeliano dell’estrema destra di Avigdor Liebermann, un “duro” che teorizza l’annessione ad Israele di parti della Cisgiordania occupata, non ha sortito alcun effette nella diplomazia occidentale.

Oggi ci si ritrova infine a sentire il Primo Ministro di Hamas, Ismail Haniyeh, dirsi disposto a rassegnare le dimissioni se questo può servire a convincere i governi americani ed europei a rimuovere i blocchi finanziari verso il proprio stato, ma da Israele nessun segnale di distensione.


30 ottobre 2006

Bavaglio alla libera informazione

Un grave attentato alla libertà d'informazione, nonchè alla natura della democrazia stessa, è stato messo in opera il giorno 28/10 su mandato della Procura di Reggio Calabria.

Come nei migliori (o peggiori) blitz antimafia sono state perquisite le abitazioni di Roberta Anguillesi e Marco Ottanelli rispettivamente i webmaster di democrazialegalita.it e il cantiere.org rei di un orrendo reato : aver pubblicato la Relazione della Commissione di Accesso agli atti amministrativi della Asl9 di Locri.
Una ASL, quella di Locri, comandata dalla mafia, debordante di sprechi, malasanità e clientelismo.

Si tratta di una relazione amministrativa e non giudiziaria, stilata dalla Commissione del Viminale in cui lavorava Franco Fortugno, barbaramente assassinato dalla 'ndrangheta.

La perquisizione messa in opera dalla Polizia postale di Firenze alle 6.30 del mattino (con il chiaro intento di cogliere di sorpresa due irrintracciabili criminali) ha portato al relativo sequestro dei computer dei due webmaster.

Da ricordare che l'atto amministrativo è un documento assolutamente pubblico, rintracciabile liberamente sul web e del quale il ViceMinistro dell'Interno Marco Minniti, durante la scorsa puntata di AnnoZero, ne aveva auspicato la distribuzione e lo studio nelle scuole calabresi.

Un altro attacco alla libertà d'informazione già in balia di lobbies economiche, politica e mafia.
Entità, queste due, a quanto pare inscindibili.

Come dico da tempo, noi blogger siamo l'ultimo baluardo per la libera circolazione delle informazioni.
Sta a noi attivarci. Facciamolo.
Senza Paura

Links:
Relazione della Commissione di Accesso agli atti amministrativi della Asl9 di Locri (.pdf)
DemocraziaLegalita.it
IlCantiere.org

(per ora linko la Relazione sul sito di DemocraziaLegalita.it, ma è salvata e non mi farò scrupoli a inserirla direttamente su queste pagine, qualora dovesse venir cancellata)

27 ottobre 2006

Prodi spiato, solo 128 volte?

A proposito della polemica sui controlli “abusivi” all’Anagrafe Tributaria per vedere quanto paga di tasse o qual’è la situazione fiscale di Prodi e di altri personaggi del governo o amici del governo, vorrei segnalare che il servizio per accedere all’Anagrafe Tributaria è il sistema S.I.A.T.E.L.

SIATEL è un servizio dell’Agenzia delle Entrate che consente ai Comuni, alle Regioni, alle Province, alle ASL e ad altri Enti Pubblici di accedere gratuitamente via web ai dati anagrafici, alle dichiarazioni dei redditi e agli atti del registro dei contribuenti , sia persone fisiche che società, e ai dati delle Commissioni Tributarie.

Al servizio possono accedere: Comuni, Provincie, Regioni, Consorsi di bonifica, Comunità montane, Università, ASL, Enti Ospedalieri, Ater (ex Iacp) ed altri enti pubblici.
Calcolando che solo i Comuni in Italia sono circa 8.000, Vi potete immaginare quanti possano essere le persone che hanno accesso a questi dati.

Cosa c’è di più facile avendo accesso a quel data base di curiosare per sapere quante tasse paga Prodi, quanto guadagna Totti o quanto ha versato di IVA Capirossi?
E poi scusate, ma se c’è chi si batte per sapere quali sono le fedine penali dei Parlamentari o addirittura chi vorrebbe sapere se i Parlamentari fanno uso di sostanze stupefacenti, qual’è lo scandalo nel voler sapere lo stato patrimoniale, le dichiarazioni dei redditi o le tasse pagate dal Presidente del Consiglio???

26 ottobre 2006

La strategia dello sberleffo

diliberto.jpgLa coalizione di sinistra, quella guidata da Romano Prodi, ovvero “La serietà al governo” si ritrova a convivere con chi fa dello sberleffo pesante verso l’opposizione politica e ideologica il proprio strumento di lotta.

E’ dell’altro giorno infatti la notizia che Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani, durante un intervista televisiva alla domanda “Scelga un posto dove trascorrere una bella serata. Un luogo tra questi due però: la villa della Certosa del Cavaliere o il Billionaire di Briatore”, lui avrebbe risposto “Al Billionaire ma imbottito di tritolo!

Ma non è la prima volta che da sinistra arrivano segnali inquietanti verso chi è più “ricco” di loro, infatti solo un mese fa i compagni di Rifondazione Comunista accoglievano quella che doveva essere la nuova manovra finanziaria con un manifesto che recitava “Anche i ricchi piangono” in linea con quella che è “il ricco” l’avversario da combattere con ogni mezzo.

Ovviamente da sinistra la maggioranza si è detta divertita dai manifesti e dalle parole di Diliberto, ma mi chiedo cosa sarebbe successo se battute del genere fossero arrivate da Berlusconi ad esempio, apriti cielo!!!

Ebbene io credo che chiunque usi toni come quelli usati in questi giorni, debba essere “condannato” almeno moralmente senza fare distinzioni tra destra e sinistra, perchè se si pensa ancora di dover far una politica a favore degli uni in contrasto agli altri, non si fa altro che alimentare quella contrapposizione a cui proprio i politici sono affezionati, quindi a chi da del “coglione” all’avversario o a chi vuole farlo saltare in aria (anche se per scherzo!) nessuna giustificazione!

25 ottobre 2006

Libertà di Stampa 2006

Il 23 Ottobre è uscito il nuovo rapporto annuale sulla libertà di stampa stilato da Reporters sans frontières, con annessa classifica, disponibile per intero a questo indirizzo.
(grazie a Justfrank per la segnalazione)

Alcune note interessanti sono quelle che vedono l'Italia salire al 40° posto, mantenendo una posizione pressochè invariata dallo scorso anno. (42°)
Siamo ben sotto la Namibia, il Benin e Trinidad & Tobago, per intenderci.

Altra annotazione è quella che vede scendere a picco la posizione degli United States, da 17° a 53° in 5 anni, ossia dal post-11 Settembre e quindi per colpa dell'amministrazione Bush.
Relations between the media and the Bush administration sharply deteriorated after the president used the pretext of "national security" to regard as suspicious any journalist who questioned his "war on terrorism."

Che tradotto significa censura sistematica

L'altra organizzazione che si occupa di libertà di stampa nel mondo è la Freedom House, di cui parlai lo scorso anno.
La mappa qui sopra fa parte del loro rapporto 2006

Mentre per gli United States la valutazione è differente da RSF, per l'Italia è addirittura peggiorata.

Nella classifica rimaniamo ancorati alla 79° posizione in buona compagnia del Botswana.
Inutile ricordare che veniamo, poco ironicamente, considerati Partly Free.
Parzialmente liberi.

Le motivazioni per il 2005 sono spiegate all'interno del rapporto dettagliato.
Inutile dire, anche qua, che il rapporto sia interamente dedicato a Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio "who controlled 90 percent of the country's broadcast media through his private media holdings and political power over the state television networks.

Il rapporto delle Freedom House fa riferimento al 2005, mentre quello di RFS al 2006.
Per valutare gli eventuali effetti "positivi" dati dal cambio di governo dovremmo aspettare i rapporti del prossimo anno.

Senza spingersi troppo oltre con le previsioni, direi che non c'è da essere molto fiduciosi.

23 ottobre 2006

Quelli che si battono per l’identità delle minoranze

scuola_araba.jpgIn questi giorni continua la polemica sull’apertura della scuola araba a Milano, infatti dopo che la scuola era stata chiusa per problemi legati alle norme anti-incendio, adesso la Lega Nord è scesa in piazza per raccogliere le firme per dire no alla scuola.

Ho già scritto di come rigida in questo caso fosse stata la prefettura in merito all’applicazione delle norme anti-incendio, infatti Venerdì i Vigili del Fuoco dopo ulteriori controlli hanno certificato che lo stabile rispetta la legge, quindi probabilmente se qualcosa non andava era qualche cartello di segnalazione degli estintori fuori posto!

Cominciamo con il chiarire che quella di Milano è o vuole essere una Scuola araba e non Coranica, ovvero una scuola con l’ordinamento scolastico Egiziano che è quello riconosciuto da tutti i paesi arabi.

Non si tratta quindi di una scuola Coranica quindi una scuola a contenuto esclusivamente religioso, ma una scuola riconosciuta oltre che in Italia anche nei paesi di origine di quei genitori che decidono di mandarci i propri figli.

Lo stesso infatti avviene per diverse scuole presenti a Milano, come la scuola Americana e la scuola Svizzera ad esempio.

Non è dello stesso avviso Matteo Salvini, il quale come riportato dalla Padania, il quotidiano del suo partito pensa che:

«Mi auguro che il sindaco faccia il possibile affinchè l’istituto non apra. Il nostro è un no politico e culturale. Concedendo l’autorizzazione a questa scuola si dà un pessimo segnale di resa a un islam con il quale siamo in evidente conflitto».

Ecco perchè la richiesta di trovare ogni cavillo possibile per non concedere alcuna autorizzazione. «Il loro obiettivo è sopraffarci», ha concluso Salvini che ha declinato l’invito di Othman ad andare a visitare lo stabile di via Ventura.

salvini.jpgMatteo Salvini che oltre ad essere consigliere comunale a Milano è anche Europarlamentare per la Lega Nord, nell’ aprile del 2005 fece una interrogazione scritta sull’Ossevatorio contro il razzismo e la xenofobia chiedendo quanti erano le persone alle dipendenze di tale osservatorio e quali erano i fondi ad esso destinati, nonchè chiese di sapere quali erano i risultati degli studi portati a termine sull’Italia.

Scorrendo i documenti del EUMC (European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia), si scopre poi (ma che novità!!!) che uno dei partiti politici italiani più citati è proprio la Lega Nord, infatti possiamo leggere in uno dei rapporti dell’Osservatorio le imprese del partito capitanato da Umberto Bossi:

The conclusions we have reached are the following:
• The individuals and groups most exposed to racist violence, a category which also includes verbal and symbolic expressions, are: foreign citizens from third countries (migrants and refugees), especially those practising the Muslim religion; Roma and Sinti gypsies; Jews.
• Among the offenders of racist acts of violence, symbolic/verbal or physical, are included: individuals and groups from different extreme right trends; ordinary citizens or unidentified individuals/groups; militants of the Northern League including members of the government and of local, national, EU institutions; public officials and especially representatives of the different police forces.

o ancora sono riportate testualmente (tradotte in inglese), le parole del’ ex Ministro delle riforme Umberto Bossi:

“…the were no houses for migrants and there should be none for them. Houses should first be provided for citizens of Lombardia and not for the first “bing-bongo” who came around.”

Infine nel rapporto sulle violenze razziste che comprende il periodo dal 2001 al 2004 emerge che:

dal Settembre 2002 al Agosto 2003 in Italia sono stati perpetrati 88 casi di violenza razzista di cui 40 casi per violenza verbale e 48 casi per violenza fisica dei quali 15 casi sono da imputarsi a membri della Lega Nord

dal Settembre 2003 al Agosto 2004 si sono registrati 91 casi di razzismo dei quali 11 perpetrati da membri della Lega Nord

il rapporto sostiene inoltre che:

The racist activities and propaganda emanating from some members of the Northern League, which continues to enjoy a prominent position in local and national politics, is, according to RAXEN 4, indicative of the absence of controls on racist sentiments and activities by the Italian State.

Quest’ultimo caso della scuola araba non è che la continuazione di una politica che vuole essere di difesa delle minoranze culturali, ma che in realtà le osteggia; che vuole essere fautrice della legalità, ma che in realtà la contraddice visto che se ci sono tutti i requisiti di legge, non è certo una raccolta di firme che può andare contro la libertà dello studio e perchè no anche alla libertà di religione prevista dalla nostra costituzione.

Impariamo quindi a conoscere e non ha crimininalizzare chiunque è diverso da noi e sopratutto a identificare meglio chi sono i nostri reali “nemici”.

22 ottobre 2006

Ubuntista per davvero

brunozzi.jpgTra i blog che leggo sempre c’è ovviamente quello di ubuntu.it, blog di Simone Brunozzi, nel quale lo stesso riporta tutte le novità, le interviste e i suggerimenti per coloro a cui interessa essere sempre aggiornati sulla più diffusa distribuzione Linux.

Ho appreso oggi che Simone ha deciso di cedere il dominio, ubuntu.it appunto, a Canonical , la società che sta dietro la comunità che sviluppa Ubuntu.

Ubuntu, distribuito con licenza Open Source ha infatti anche una comunity italiana che grazie al dominio ceduto sarà facilmente identificabile e raggiungibile e con la quale potrà dare supporto agli utenti italiani.

Scrive Simone sul blog:

Non è stata una decisione semplice, per due motivi: il primo, avevo perfettamente diritto a tenermi i domini; il secondo, per due anni ho costruito tante cose su www.ubuntu.it, e oggi mi ritrovo a doverle abbandonare… non ultimi, i centinaia di link al sito. Pazienza.

La cessione del dominio a Canonical avviene in perfetto stile Ubuntu e in linea con la filosofia Open Source, ovvero gratuitamente, senza speculazioni, nonstante le offerte che dice di aver avuto anche in passato per cedere il dominio a terzi.

A Simone e al suo nuovo blog (www.ubuntista.it), tutta la mia stima e il supporto per la nuova avventura.